La collezionista di sogni infranti / Barbara Baraldi

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La collezionista di sogni infranti
di Barbara Baraldi
Perdisa Pop, 2007
Collana Babele Suite

« Chissà quante bugie mi ha raccontato.
Una fan dei Cure e la sera che lo ho nominato Boys don’t Cry è caduta dalle nuvole.
Vediamo se è così bella come mi ha detto, neanche fossi un uomo.
A me poteva anche dirlo se non è una strafica.
Io le ho detto la verità.»

Amelia e Marina non si conoscono. O almeno non si conoscono del tutto.
La loro amicizia è nata in una chat, un luogo neutro e virtuale dove tutto è possibile e nulla è realmente tangibile. In una chat c’è sempre chi dice la verità e chi mente. Forse non di proposito. Forse per gioco, per paura o per trovare una semplice via d’uscita a un’esistenza che pesa come un macigno sullo stomaco. La chat è tutto e nulla. Brucia ogni cosa troppo in fretta. La realtà, si sa, è ben altra cosa.
Così la prima – Amelia – prende un treno per un paesino della compagna emiliana, per incontrare la seconda – Marina – che aspetta. In una casa enorme che fa paura.
Due rituali: il viaggio e l’attesa. Due rituali che ci raccontano due ragazze diverse. In apparenza.
Eppure c’è qualcosa che si fa strada tra le righe del racconto. C’è una sensazione di “non detto” e non ancora perfettamente comprensibile. C’è il respiro acre della paura che sale e si nasconde dietro ogni angolo e ogni particolare, insignificante solo all’apparenza: un sms senza risposta, un treno in ritardo, un incontro casuale che fa battere forte il cuore, un appuntamento mancato o uno sguardo qualunque di fronte ad un bar qualunque, che graffia come una scheggia di vetro, quando ormai è notte, e non c’è nessuna alternativa che andare fino in fondo, dritti verso il destino.
E il destino, è tutto in quella casa.
Ed è lì, in quelle casa, che Barbara Baraldi dosa sapientemente suspense e tensione e orrore, tanto da trascinare e spiazzare il lettore, con la sua innata capacità di fotografare alla perfezione l’azione, in un gioco continuo di colpi di scena che non lascia scampo.
La via di fuga, come in ogni buon thriller, sembra sempre lì, ad un passo, eppure è invisibile agli occhi. Irraggiungibile.
Barbara ama il cinema di genere e gioca con le regole del thriller come farebbe il più dotato degli sceneggiatori: usa la sua penna quasi fosse l’occhio di una videocamera, che indugia ora su di uno sguardo, sul respiro spezzato, sulla paura che cresce e diventa un grido agghiacciante. Diventa ora implacabile, ora crudele. Sfiora l’erotismo perverso – ma mai volgare – del fumetto, e ci conduce in terre di straordinaria dolcezza.
Detto così sembrerebbe un ottimo racconto di genere: ma non lo è, non del tutto almeno. C’è di più.
Perché il grande pregio di Barbara Baraldi è quello di essere riuscita a dar voce, attraverso la sua scrittura (che accarezza la pelle e scava dentro lo stomaco), ai sogni e alle paure più profonde delle sue protagoniste.
Perché, dietro ai finestrini sporchi di quel treno, dentro quella casa enorme che sembra uscita da un vecchio film, c’è la provincia che esplode nei suoi sconcertanti e solitari paesaggi di compagna. La stessa che implode, poi, quando scendono le prime luci della sera; quando le strade si svuotano all’improvviso, e la vita (fatta di lavoro frenetico e lacerante quotidianità) si chiude a riccio protetta dalla luce fioca delle villette tirate su con il mutuo o da quella appena meno tenue dei bar, dove, nell’una o nell’altra, potrebbe nascondersi il pericolo inatteso. Quello che fa male all’anima.
Perché “La collezionista di sogni infranti” non è solo “nero” ma anche, e soprattutto, specchio fedele della realtà contorta d’oggi.

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Barbara Baraldi, scrittrice e fotografa, è cresciuta nell’ambiente underground metropolitano e notturno di quella Emilia Paranoica che descrive nei suoi racconti. Le sue modelle, tatuate e tormentate, sono i prototipi da cui trae ispirazione quanto diventa scrittrice. Appassionata di cinema di genere, colleziona bambole gotiche e ha lavorato come modella. Il suo racconto Dorothy non vuole morire ha ricevuto il premio “Mario Casacci”. Con Una storia da rubare ha vinto il XXXIII premio “Gran Giallo Città di Cattolica”. Con lo pseudonimo di Luna Lanzoni, ha pubblicato il romanzo La ragazza dalle ali di serpente (Zoe, 2007), di grande successo negli ambienti alternativi.

Per saperne di più: http://www.myspace.com/161929044

Le prossime presentazioni: Giovedì 31 gennaio, ore 18, Genova, FNAC / Sabato 2 febbraio, ore 19, Milano, Sherlockiana

~ di Rossano su Gennaio 30, 2008.

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